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Novità

In questa sezione vi terremo aggiornati

su tasse, mutui, affitti e news generali

sul settore immobiliare

IMU: gli immobili soggetti all'imposta e quelli esclusi


L'IMU, l'Imposta Municipale propria, è l'imposta nata con il decreto Salva Italia (D.L. 201/11 convertito in legge n. 214/2011) in sostituzione della vecchia ICI. Sono tenuti al pagamento i proprietari di immobili situati nel territorio nazionale ma con delle particolarità.

Come per l'anno scorso, anche per il 2015, l'IMU è dovuta solo sugli immobili adibiti a abitazione principale rientranti nelle categorie catastali A1 (abitazione di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Sono esclusi dal pagamento i proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale classificati nelle categorie catastali:
• A/2 (abitazioni di tipo civile);
• A/3 (abitazioni di tipo economico);
• A/4 (abitazioni di tipo popolare);
• A/5 (abitazioni di tipo ultrapopolare);
• A/6 (abitazioni di tipo rurale);
• A/7 (abitazioni in villini).

 

Tasi: chi paga nel 2015


La Tasi, destinata a finanziare i servizi indivisibili comunali, introdotta anch'essa con la IUC, anche per il 2015 è dovuta da:
- proprietari di immobili
- detentori di immobili (gli inquilini di immobili concessi in locazione).

A differenza dell'IMU, la Tasi è dovuta a prescindere dalla classificazione catastale dell'immobile, quindi sull'abitazione principale di qualsiasi categoria, sia di lusso che non. Sono soggetti passivi anche coloro che occupano o detengono, a qualsiasi titolo l'immobile, quindi gli inquilini di case date in locazione.

A stabilire la quota di Tasi a carico dei conduttori è il Comune che può variare la percentuale tra il 10 e il 30%. 

 

Calcolo IMU e Tasi: le regole

 

 

Le regole per calcolare l'IMU e la Tasi sono identiche: si individua la base imponibile che è data dal valore della rendita catastale, rivalutata al 5 per cento e moltiplicata per dei coefficienti previsti per legge.

-160 per fabbricati nelle categorie catastali A (tranne A/10), C/2, C/6 e C/7 (abitazioni e pertinenze),
-140 per fabbricati delle categorie catastali B, C/3, C/4 e C/5 (uffici pubblici, magazzini, laboratori),
- 80 per le categorie A/10 e D/5 (uffici, studi professionali, banche),
-60 per il gruppo catastale D (opifici, alberghi, fabbricati con funzioni produttive connesse all'agricoltura) ad eccezione della categoria D/5,
-55 per la categoria catastale C/1 (negozi).
Al valore ottenuto si applicano le aliquote decise sia per l'IMU che per la Tasi dai singoli Comuni con le proprie delibere.

Quest'anno, per quanto riguarda la Tasi, la legge n. 147/2013 prevede che i Comuni devono rendere disponibili ai contribuenti dei modelli di pagamento preventivamente compilati su loro richiesta, provvedendo anche all'invio.

 

Tari anche nel 2015: chi paga


Oltre all'IMU e alla Tasi, nel 2015 i contribuenti dovranno fare i conti ancora con la nuova tassa sui rifiuti, sempre introdotta dalla IUC: la Tari. Sono obbligati a pagarla i soggetti passivi che occupano locali e aree scoperte, a qualsiasi titolo utilizzate, situate nel Comune.


Nel caso di multiproprietà del medesimo immobile, la responsabilità è attribuita al soggetto che gestisce i servizi comuni, fermo restando il suo diritto a richiedere il rimborso dell'importo versato, in misura percentuale, ad ogni effettivo detentore dell'immobile.

 

 

Casa: dopo 7 anni il mercato torna a salire

l mercato immobiliare delle abitazioni, dopo la lunga e rapida discesa osservata dal 2007, torna a crescere nel 2014 del 3,5% raggiungendo la quota di 421 mila unità compravendute, rimanendo comunque ancora al di sotto dei valori registrati alla fine degli anni ’80. Lo rileva il Rapporto immobiliare 2015 realizzato dall’Agenzia delle Entrate con Abi. La ricerca spiega che il dato positivo dipende in parte dagli effetti del nuovo regime delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
L’Osservatorio spiega che al netto dell’effetto fiscale la variazione delle vendite di abitazioni è pari allo 0,7% ma sottolinea che se anche il giudizio deve essere un minimo ridimensionato rimangono in atto tendenze orientate alla crescita, anche se “probabilmente si deve moderare l’ottimismo sull’intensità di questa crescita”. L’agenzia identifica quattro fattori per ipotizzare una nuova fase di crescita: il livello troppo basso delle compravendite, sotto il quale non si può scendere, la maggior fiducia delle famiglie, l’ulteriore diminuzione dei tassi di interesse e la riduzione dei prezzi delle abitazioni che tra il 2011 e il 2014 sono calati del 12%

Mutui piu' accessibili

Case e mutui stanno tornando accessibili per le famiglie. A dirlo è l’analisi sull’indice di affordability effettuata dall’Associazione bancaria italiana (Abi) per il Rapporto immobiliare residenziale 2015, targato Agenzia delle Entrate.

Più facile ottenere un mutuo. Già dallo scorso anno sono migliorate le possibilità per gli italiani di accendere un prestito per comprare casa. L’indice di affordability, che misura la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi e ne descrive l’andamento (valutando reddito disponibile, prezzi delle case, andamento e tassi di interesse sui mutui), si è attestato al 9%, il 2,3% in più rispetto all’anno precedente e il 4,5% in più rispetto al primo semestre del 2012. sei decimi al di sotto del massimo storico registrato nella prima metà del 2004.

Nel 2015 più famiglie potranno comprare casa con un mutuo. Secondo le stime dell’ufficio studi dell’Abi, mantenendo inalterato il trend di crescita degli ultimi mesi, a marzo del 2015 l’indice dovrebbe aver toccato il valore del 10,3%. Una cifra record, superiore di 8 decimi di punto al picco raggiunto nella media del primo semestre del 2004.

Le cause. In quest’ultimo anno si è assistito a una forte riduzione del costo dei mutui, alla quale si è accompagnata una flessione del prezzo delle abitazioni rispetto al reddito disponibile. “In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel secondo semestre del 2014, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è pari al 60%, valore superiore di 7 punti percentuali al dato di un anno prima”, precisa l’analisi.

Le erogazioni. La migliore accessibilità si riflette anche sulle concessioni di finanziamenti ipotecari. “Nei primi tre mesi del 2015 le nuove erogazioni hanno registrato un incremento superiore al 50% rispetto allo stesso periodo del 2014”, aggiunge il report. Nel 2014 in Italia sono state acquistate con un mutuo 161.842 case, il 12,7% in più su base annua. La maggior pare delle compravendite è stata effettuata nel Nord-Ovest (36%)

AGEVOLAZIONI PER RISTRUTTURAZIONI IMMOBILI

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015, la detrazione Irpef sale al 50%.

Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015, per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione è, invece, pari al 65% delle spese effettuate, dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015, per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.

Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

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